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Topic: Quindici voci d'Irlanda, La nuova Gente di Dublino
Monica Manzolillo
Administrator
Posts: 107

Reputation: 1
Quindici voci d'Irlanda, La nuova Gente di Dublino
on: May 5, 2016, 13:19

Come appunto vi dicevo nel post precedente, i racconti che abbiamo selezionato per voi dalla raccolta "Dubliners 100" sono esemplificativi della "doppia anima" della raccolta. Alcuni racconti sono infatti molto fedeli agli originali ma ne attualizzano le vicende trasponendole nella società contemporanea. Altri appaiono invece molto liberamente ispirati, pur conservando l'atmosfera generale di paralisi.

Vi invito adesso a leggere due brevi articoli che sono stati pubblicati su "The Guardian" e "Panorama" per presentare la raccolta al pubblico:


http://www.theguardian.com/books/2014/jun/12/dubliners-100-15-new-stories-inspired-by-original-review


http://www.panorama.it/cultura/libri/dubliners-100-james-joyce-gente-dublino/


Insieme alla prefazione all'edizione italiana ci aiuteranno a contestualizzare la raccolta:


http://www.learningliterature.it/dubliners.zip


Vi chiedo dunque di leggere questi documenti e dirmi cosa ne pensate dell'intera operazione. Vi è piaciuta questa idea di riscrivere "Dubliners"? Pensate sia riuscita bene, da quello che avete letto? Quale può essere il suo valore letterario? Come si inserisce nel vasto panorama della riscrittura post-moderna?

Insomma, secondo voi siamo di fronte ad un libro di pregio artistico o semplicemente ad una astuta operazione commerciale?


Teresa Tito
Member
Posts: 15

Reputation: 0
Re: Quindici voci d'Irlanda, La nuova Gente di Dublino
on: May 10, 2016, 12:14

L'esperienza di leggere alcune short stories appartenenti alla raccolta Dubliners 100 per me è stata molto positiva. Mi ha dato la possibilità di approfondire Joyce come scrittore di Dubliners e, non solo, ma mi ha anche aiutato a leggere un racconto tenendo in considerazione più punti di vista, a riuscire a commentare, a capire qualcosa in più del mondo di ieri e del mondo di oggi. Tutto questo grazie alla letteratura.

Sia nell'articolo pubblicato sul "The Guardian" sia la prefazione dell'edizione italiana si precisa che Dubliners 100 non è una riscrittura di Dubliners ma piuttosto come la definisce Thomas Morris è una "covering song": un nuovo modo di vedere la "nuova" Irlanda. Ormai un paese diverso, rigenerato, non più un paese di emigrazione ma di immigrazione il cui grande valore è l'ospitalità, nota positiva da sempre di cui Joyce, in Dubliners, non ha mai accennato.

Dubliners 100, secondo me, è stata una grande idea. Credo che abbia trovato un pubblico numeroso di lettori e può essere sicuramente considerato un libro di pregio artistico da leggere contemporaneamente a Dubliners di Joyce. Penso che Dubliners 100 possa dare una rivendicazione,in senso positiva, al paese irlandese poichè Dubliners di Joyce non fu pubblicato subito "because it is about Ireland … and it is a collection of short stories".


Sara Concilio
Member
Posts: 10
s.concilio8@studenti.unisa.it'
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Re: Quindici voci d'Irlanda, La nuova Gente di Dublino
on: May 15, 2016, 16:02

Trovo che riscrivere la raccolta “Dubliners” sia stato un ottimo modo per ricordare Joyce e allo stesso tempo portare avanti le sue idee, che diventano a questo punto atemporali in quanto applicabili a qualunque epoca. Credo inoltre che il tutto intensifichi il concetto di paralisi, perché sebbene siano passati cento anni e l’assetto urbano e la vita in generale siano cambiati, sono stati anni di immobilità morale e sociale; quindi la riscrittura sottolinea proprio questo: il concetto di paralisi, applicabile all’epoca di Joyce, si adatta bene anche ai nostri giorni e agli anni che nel frattempo sono trascorsi.


Per quanto riguarda il suo valore letterario, credo che sia un’opera prestigiosa soprattutto se la si paragona all’originale di Joyce e ne si comprendono gli artifici letterari. La sfida era applicare la creatività irlandese e la voce degli scrittori più illustri del paese all’idea di fondo della raccolta: descrivere lo stato di paralisi della città di Dublino, e allo stesso tempo dargli un carattere universale. Il fatto di avere a che fare con un’opera da cui prendere spunto o comunque a cui attenersi, non dev’essere stato un lavoro facile; per questo credo che sia nel caso dei racconti fedeli all’originale e semplicemente modernizzati, sia nel caso di quelli liberamente ispirati, ci sia un grande sforzo dietro ed una grande capacità di conservare l’atmosfera generale della raccolta e attualizzare i temi.


Annachiara Piscitelli
Member
Posts: 11

Reputation: 0
Re: Quindici voci d'Irlanda, La nuova Gente di Dublino
on: May 20, 2016, 16:36

Avendo letto soltanto alcuni dei racconti, la nostra “critica” non può non essere parziale. Tuttavia, volendo esprimere un giudizio su questa opera di riscrittura, è doveroso riconoscere e apprezzare lo sforzo compiuto per cercare di rendere attuale Joyce.


Trasporre questo autore, le sue idee, il suo modo di esprimersi, nella realtà contemporanea, è sicuramente un’operazione ardita e rischiosa. Chi mai avrebbe il coraggio di misurarsi con un scrittore tanto grande? Eppure Dubliners 100, per quel che abbiamo letto, ha raggiunto l’obiettivo di attualizzare e far rivivere James Joyce.


Il senso di paralisi, le epifanie avvenute o mancate, gli squarci di vita quotidiana si ripresentano a noi lettori del ventunesimo secolo cambiati, maturati, condizionati dagli anni di storia che separano l’originale dalla riscrittura.


Dunque non si può non riconoscere il valore di Dubliners 100, un’opera che va oltre i confini di Dublino per incarnare una condizione esistenziale universale.


Rosa Guadagno
Member
Posts: 10
r.guadagno10@studenti.unisa.it'
Reputation: 0
Re: Quindici voci d'Irlanda, La nuova Gente di Dublino
on: June 8, 2016, 12:48

Credo che "Dubliners 100" sia stata una raccolta che ha saputo tener testa alla versione di Joyce.

La riscrittura delle 15 shortstories, dall'inizio simili alle originali, è stato un modo per fare luce sulle problematiche attuali, ispirandosi a quelle passate ma anche mantenendo vivo lo spirito dello scrittore, mettendo a fuoco come la visione dello stesso possa essere applicata anche alla società in cui noi stessi viviamo: è possibile notare fin da subito come la paralisi che dall'Irlanda sembra essersi espansa in tutto il mondo; le epifanie che possono avvenire ad ognuno di noi nel nostro piccolo quotidiano.


Mi è piaciuto molto leggere i racconti tratti dalla raccolta, credo che gli autori abbiano egregiamente riadattato le shortstories sullo stile di Joyce e la lettura dovrebbe essere consigliata a molti poichè ne vale la pena.

Per fare un lavoro ispirato soprattutto ai grandi della letteratura bisogna essere molto preparati ed avere tanto talento, poichè bisogna matentere vivo lo spirito modernista (in questo caso) ma con un pizzico di personalità propria e far sì che tali racconti arrivino ad un pubblico attuale. Per questo, penso che questo non sia stato solo un lavoro a scopo di lucro o semplicemente commerciale, bensì un lavoro che stia cercando di congiungere il passato con il presente, anche al fine di far aprire gli occhi a noi lettori.


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