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Topic: Counterparts
Monica Manzolillo
Administrator
Posts: 107

Reputation: 1
Counterparts
on: April 18, 2016, 11:53

Ciao a tutti!


Vi fornisco ora il link per scaricare il racconto originale joyciano dal titolo "Counterparts":


http://www.learningliterature.it/wp-content/uploads/2016/04/chapter9.html


Vorrei che lo leggeste attentamente e deste innanzitutto le vostre reazioni immediate. Naturalmente, dovremo anche cercare di operare un confronto con la riscrittura che abbiamo già letto per capire in che modo la short-story è stata rimaneggiata ed adattata al mondo contemporaneo.

Buona lettura e a presto! 🙂


Teresa Tito
Member
Posts: 15

Reputation: 0
Re: Counterparts
on: April 27, 2016, 14:20

La lettura del racconto originale di Joyce mi ha colpito, è stata molto forte, soprattutto il finale "DON'T BEAT ME, AND I'LL SAY A HAIL MARY FOR YOU!" La riscrittura si attiene al racconto originale per certi versi, soprattutto nel tema. La storia di Elisabeth, dipendente dai social, e quella di Farrington, dipendente dall'alcol che non riescono a reagire: anche a lavoro hanno difficoltà.

Farrington è un uomo scontento del suo lavoro, scontento della vita persino quando è ubriaco o quando non riesce a ubriacarsi. E' un uomo che non sa reggere un confronto per paura di perderlo. Emerge nel testo la sua figura di padre-padrone. La differenza che riscontro tra i due protagonisti delle due storie è che Elisabeth rimane intrappolata nel suo mondo virtuale, in realtà non interagisce con nessuno, mentre Farrington ha contatti con il mondo esterno divagando di bar in bar.

Inoltre nel testo vi è una certa correlazione tra ambiente esterno e sfera interiore del personaggio.


Alessandro Radente
Member
Posts: 3
A.RADENTE@STUDENTI.UNISA.IT'
Reputation: 0
Re: Counterparts
on: April 28, 2016, 17:35

Buon pomeriggio…


Di primo impatto i 2 protagonisti di "counterparts" di Joyce e la riscrittura moderna di "McKeon" sono molto simili ma non del tutto uguali:

dal punto di vista lavorativo, entrambi infatti hanno una sorta di disinteresse della loro carriera, lui si ritrova con una relazione compromessa con il suo capo, mentre lei viene addiruttura licenziata per la sua attitudine. Entrambi si lasciano trasportare da elementi estranei alla loro professione. Nel caso di Farrington le sue principali preoccupazione sono la sua compagnia, i pub e l' alcohol, per Elizabeth invece le preoccupazioni risiedono nei social network, internet e nel mondo virtuale, mentre Farrington trova piacere nella compagnia, Elizabeth invece è in uno stato di solitudine, ciò nonostante non sembra essere turbata in alcun modo dalla sua situazione.

La situazione di Farrington avrà tuttavia ripercussioni su altri personaggi, in questo caso sul figlio Tom, l'origine della sua ira però non sembra essere il lavoro ma bensì frivolezze, suscitate dalla serata al bar come la sconfitta a braccio di ferro da un ragazzo o essere ignorato da una donna, mentre nel caso di Elizabeth le vicende non avranno nessun effetto su altre personaggi.


Rosa Guadagno
Member
Posts: 10
r.guadagno10@studenti.unisa.it'
Reputation: 0
Re: Counterparts
on: April 29, 2016, 19:06

Ciao a tutti!


A primo impatto, la somiglianza tra i due racconti è evidente soprattutto per la loro impostazione nonostante siano presenti delle differenze.


Entrambe riflettono la storia di due impiegati che compromettono la loro relazione con il superiore a seguito di un lavoro non portato a termine. I due soggetti si lasciano influenzare da fattori esterni: Elizabeth è presa dai social network mentre Farrington esce a bere qualcosa al pub e ciò porterà i personaggi a non adempiere ai propri doveri lavorativi.


Farrington sembra non esser in grado di reggere il confronto con il proprio capo e questo sembra quasi indebolirlo mentalmente, per questo preferisce uscire e scappare dall'ambiente che lo soffoca, impegna il proprio orologio per offrire da bere come se non fosse successo nulla, è sfidato a braccio di ferro e perde,quindi ritorna la condizione di uomo schiacciato.

Di ritorno a casa, l'uomo rimprovera suo figlio per aver lasciato che il fuoco si spegnesse e usa un bastone per picchiarlo. Questo sembra essere l'unico momento in cui Farrington riesce a sostenere un confronto con qualcuno quasi al fine di riscattarsi dopo tutte le oppressioni subite, come se volesse dimostrare che in realtà non è l'uomo debole che gli altri credono.


IlariaDiCarlo
Member
Posts: 8
I.DICARLO@STUDENTI.UNISA.IT'
Reputation: 0
Re: Counterparts
on: April 29, 2016, 20:36

Buonasera a tutti!


La somiglianza di contenuti tra le due short stories è lampante. In entrambi i casi ci troviamo di fronte alla storia di due persone che soffrono di una qualche dipendenza che li distrae dal proprio lavoro fino a perderlo completamente, come nel caso di Elizabeth, o comunque a compromettere i rapporti con il proprio datore di lavoro, come nel caso di Farrington.


Credo che la scelta delle 'dipendenze', sia nell'originale che nella riscrittura, sia assolutamente adeguata al periodo storico nel quale sono state scritte. Farrington è un impiegato che non riesce a mantenere il ritmo del suo lavoro perchè continuamente impegnato ad andare a bere al bar con gli amici e a

mantenere la sua reputazione di uomo forte. Allo stesso modo Elizabeth è continuamente distratta dal suo smartphone e dal mondo virtuale.


Farrington arriva addirittura a compiere azioni violente verso il figlio per motivi quasi banali, forse per sfogare le frustazioni a cui è sottoposto ogni giorno a lavoro e anche al bar dove, ad esempio, viene battuto a braccio di ferro da uno dei suoi amici.


Anche in questo caso prorompente è il tema della paralisi e del fallimento.


Annachiara Piscitelli
Member
Posts: 11

Reputation: 0
Re: Counterparts
on: April 30, 2016, 18:42

L’originale di Joyce e la riscrittura di Belinda McKoen sono percorse da un tema comune: l’alienazione.

Elizabeth “vive” nel suo mondo virtuale, priva di contatto con la realtà. Farrington sembra essere vittima di un automatismo che gli impedisce di essere soddisfatto di sé. Quando lavora, quando va a bere con i compagni, quando picchia il figlio, sembra sempre agire sotto l’impulso di una forza che non rispecchia la sua vera volontà. I suoi gesti appaiono come la conseguenza di una frustrazione che si viene a creare sia sul luogo di lavoro, dove non riceve particolare attenzione dal suo capo ma viene trattato come un semplice dipendente chiamato a svolgere la propria attività, sia nell'ambiente familiare, dal momento che le attenzioni che dovrebbe riservare alla moglie sono rivolte a donne di passaggio e inoltre picchia il figlio.

Anche in questo caso, pur essendo scritto in terza persona, il racconto ci consente di penetrare nella mente del personaggio, di sentirne i pensieri e percepirne le emozioni. Riusciamo facilmente a visualizzare la rabbia, i desideri, la violenza, che si agitano nel cuore di Farrington.

Se è la consueta paralisi a caratterizzare questo personaggio, ciò che sembra mancare nel racconto di Joyce è l’epifania. Farrington rimane chiuso nella sua inettitudine, nella sua esistenza mediocre, nella sua necessità di trovare una valvola di sfogo, senza riuscire a trovare un’alternativa, una via d’uscita, un motivo di cambiamento.

Il titolo “counterparts” potrebbe forse riferirsi ad una corrispondenza tra Farrington e Mr. Alleyne. Quest’ultimo infatti, sembra essere preso completamente dal proprio lavoro (più volte ci viene presentato come una “head on the papers”) ed incapace di assumere un atteggiamento più “umano” nei confronti dei suoi dipendenti.


Sara Concilio
Member
Posts: 10
s.concilio8@studenti.unisa.it'
Reputation: 0
Re: Counterparts
on: April 30, 2016, 23:01

La prima cosa che ho notato è che a differenza della riscrittura di “The sisters” in cui la storia era completamente diversa, in questo caso la riscrittura è molto coerente ma semplicemente modernizzata. In entrambi i racconti, infatti, i protagonisti non riescono a completare un lavoro perché distratti da altro: nel caso di Elizabeth i social network, nel caso di Farrington il bar e gli alcolici.


Inizialmente Farrington sembra non solo sollevato ma anche fiero di aver fatto valere la propria persona con il suo capo, tanto da raccontarlo agli amici che lo lodano per il gesto compiuto. Sembra essere costantemente alla ricerca di conferme o attenzioni e quando non le riceve perde il controllo. Ciò è dimostrato non solo dal fatto che si aspetta che la donna che ha urtato contro la sua sedia al bar, gli rivolga ancora una volta uno sguardo, ma anche dal fatto che quando un ragazzino si dimostra essere più forte di lui, si arrabbia.


È forte, a mio avviso, il concetto di paralisi in quanto per brevi momenti Farrington è felice o soddisfatto di quello che ha fatto, mentre è molto più evidente il suo stato di angoscia e insoddisfazione. Nulla lo rende veramente felice: è contento di aver risposto a modo a Mr Alleyne, ma poi si rende conto di aver peggiorato la situazione; è soddisfatto di aver avuto l’idea di impegnare l’orologio, per avere in cambio 6 scellini da poter spendere al bar, ma poi si rende conto di averlo perso per sempre; è fiero del fatto che i suoi amici credano che sia un uomo forte, ma si arrabbia quando un ragazzino lo batte giocando a “braccio di ferro”; bere rappresenta per lui una fuga dai problemi e dalle responsabilità, ma anche in questo caso gli fa rabbia il fatto di aver bevuto ma non essersi ubriacato. Insomma è un uomo perennemente insoddisfatto e frustrato che sfoga la sua frustrazione sul figlio, come se fosse l’unica cosa su cui può effettivamente esercitare il suo potere e dimostrare che è superiore a qualcuno.


Neanche l’ambiente familiare si dimostra quindi rassicurante. È un uomo alla continua ricerca di pace e serenità che però non trova mai, e quasi come se il figlio conoscesse i suoi peccati, gli promette che se non lo picchierà, dirà un’Ave Maria per lui.


Monica Manzolillo
Administrator
Posts: 107

Reputation: 1
Re: Counterparts
on: May 5, 2016, 12:46

Sì, avete ragione. Questa versione "cent'anni dopo" di "Counterparts" mi sembra molto fedele e ben attualizzata per cui penso che a questo punto abbiate capito come, nel selezionare i due racconti da farvi leggere, ho avuto cura di proporvene uno più liberamente ispirato ma che tuttavia conserva il mood generale della raccolta originale, ed uno più fedele in temi, personaggi e ambientazioni, che risultavano però attualizzati e calati perfettamente nella società contemporanea.

Mentre continuo ad aspettare gli interventi di chi non ha ancora fatto sentire la sua opinione, direi che sia il caso di passare adesso alla fase della contestualizzazione. seguitemi nel prossimo post 🙂


Erika De Cristofaro
Member
Posts: 8
e.decristofaro2@studenti.unisa.it'
Reputation: 0
Re: Counterparts
on: May 23, 2016, 12:04

Per quanto mi riguarda, il racconto di Joyce è molto più intenso della riscrittura sebbene quest'ultima sia molto fedele all'originale. In entrambi i casi ci troviamo di fronte a due persone incapaci di portare a termine il proprio lavoro: Elizabeth è distratta dai social network mentre Farrington dal continuo bisogno di andare a bere. La differenza, a mio parere, sta nel fatto che Elizabeth si aliena dalla società in cui vive per immergersi in quella virtuale dei social mentre Farrington non riesce a portare a termine il suo lavoro perché la sua mente è occupata dal bisogno e dal desiderio di andare a bere senza però "isolarsi", anzi egli è quasi sempre in compagnia.

E' un uomo perennemente alla ricerca di un qualcosa che possa soddisfarlo, ma niente sembra riuscirci. Per un attimo si sente soddisfatto quando vende il suo orologio per sei scellini ma più tardi si pente della sua decisione. Inoltre, sembra che ogni cosa lo faccia arrabbiare o lo irriti. Questo è evidente sin dall'inizio quando Mr. Alleyne lo vuole nel suo ufficio e lui borbotta “Blast him!” oppure quando cerca nuovamente lo sguardo della donna nel bar (sebbene egli sia sposato) ma lei non ricambia e lui si infuria così tanto che addirittura perde il filo del discorso coi suoi amici. "He was so angry that he lost count of the conversation of his friends."

E ancora "The trial began. After about thirty seconds Weathers brought his opponent’s hand slowly down on to the table. Farrington’s dark wine-coloured face flushed darker still with anger and humiliation at having been defeated by such a stripling.". Qui Farrington si arrabbia per aver perso a braccio di ferro contro un ragazzino e quasi non vuole dargli la soddisfazione di aver vinto infatti vuole ripetere la gara perché secondo lui non aveva giocato in modo corretto.

Farrington "subisce" nel corso del tempo una serie di cose senza potersi sfogare, o meglio, cerca di autocontrollarsi. Solo tra le mura domestiche si lascia andare completamente: "He longed to execrate aloud, to bring his fist down on something violently. He was so enraged that he wrote Bernard Bernard instead of Bernard Bodley and had to begin again on a clean sheet."

"When the lamp was lit he banged his fist on the table and shouted:

“What’s for my dinner?”"

Alla fine, infatti, è suo figlio il suo capro espiatorio: Farrington sfoga tutta la rabbia accumulata bastonandolo, e il figlio gli prega di smettere, dicendo “Don’t beat me, pa! And I’ll . . . I’ll say a Hail Mary for you. . . . I’ll say a Hail Mary for you, pa, if you don’t beat me. . . . I’ll say a Hail Mary. . . . ” come se fosse consapevole dei problemi del padre e volesse rassicurarlo dicendogli che pregherà affinché egli possa in un certo senso "guarire" da quella sua dipendenza.


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